Museo Civico di Tolfa

Un invito alla visita del Museo civico di Tolfa.

Competenze

I musei civici rappresentano oggi le vetrine che meglio illustrano le complesse vicende che hanno portato al definirsi delle identità locali attraverso la raccolta e la selezione delle tracce più significative dei diversi contesti storico-culturali. Essi si propongono anche come strumenti di interpretazione del passato e di programmazione dello sviluppo culturale e turistico delle aree a cui fanno rifermento.

Sede principale

Sede centrale

Piazza Vittorio Veneto, 12 - 00059 TOLFA (ROMA)

Contatti

Museo Civico di Tolfa

Telefono: 076692127

Telefono: 389 7824847

Email: taitle.ingegnomultiforme@gmail.com

Url: www.poloculturaletolfa.com


Ulteriori informazioni

Le raccolte del  Museo Civico di Tolfa  sono ospitate nel cinquecentesco convento dei Padri Agostiniani, presso il santuario di S. Maria della Sughera, un “contenitore storico” esemplificativo delle vicende del paese, in quanto prodotto e simbolo della ricchezza derivata dall’attività mineraria, nonché teatro dell’eccidio, nel 1799, di cittadini insorti contro l’occupazione francese.

Dopo i lavori di restauro il chiostro del convento ha riacquistato un’atmosfera raccolta e tranquilla. Attorno ad esso si aprono servizi ricettivi, un’ampia sala per conferenze deputata ad ospitare iniziative a carattere culturale e il laboratorio didattico in cui si svolgono iniziative di archeologia sperimentale-imitativa.

Al piano superiore è ospitata l’esposizione dei reperti e i laboratori di restauro recentemente allestiti con nuove apparecchiature (cappe aspiranti, nebulizzatori, banco K, ecc.) in collaborazione con l’ Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli di Firenze. Il progetto di allestimento si basa su un criterio di organizzazione topografica e cronologica, con una particolare attenzione agli aspetti del culto e dell’archeologia funeraria.

La parte più qualificante dell’esposizione è quella dedicata all’epoca etrusca, che raccoglie i principali reperti provenienti dalle necropoli della zona. L’allestimento privilegia i contesti legati a credenze ed usi pertinenti l’ambito religioso, con particolare attenzione per alcuni aspetti specifici riferiti all’arte, al tema del banchetto e ai giochi funebri. Il percorso di visita si articola attraverso l’epoca etrusca, romana, medievale e moderna, mantenendo come chiavi di lettura le espressioni legati alla sfera cultuale, un viaggio attraverso i luoghi dello spirito che tocca santuari di confine, necropoli, eremi e conventi.

Sezione Etrusca

Nella sezione etrusca hanno trovato collocazione i corredi di tombe provenienti dalle principali necropoli del territorio, tra cui ampio spazio è stato riservato a quelli provenienti da  Pian della Conserva  e della  Riserva del Ferrone, che si possono annoverare tra i siti più rappresentativi e sicuramente meglio indagati nell’area. Particolarmente suggestiva la ricostruzione di una camera sepolcrale in scala che ospita all’interno i reperti di una tomba scoperta nel 1995 nella necropoli del Ferrone ricostruendo la loro collocazione al momento della scoperta.
Tra i contesti esposti spicca anche il nucleo di ex voto anatomici recuperati nel santuario etrusco romano di Grasceta dei Cavallari

Sezione Romana

La sezione romana espone una selezione di materiali provenienti dalle ville rustiche (una sorta di fattorie) del territorio tra cui in particolare vasellame da mensa e da dispensa, stucchi e intonaci decorati, mattoni bollati. La sezione accoglie inoltre la ricostruzione di una sepoltura tipica del periodo (tomba a cappuccina) e alcune iscrizioni di carattere sepolcrale.

Sezione Medievale e Moderna

La sezione medievale e moderna ospita i materiali provenienti dall’abbazia di Piantangeli, tra i quali alcuni frammenti di ceramica e soprattutto i reperti scultorei, in parte conservati nel chiostro, provenienti dalla chiesa abbaziale. Le altre sale sono dedicate alla raccolta di materiali ceramici di età medievale e moderna provenienti dai butti della rocca di Tolfa (una sorta di silos per la conserva di granaie abbandonati e riutilizzati come immondezzai), e da alcuni siti del territorio. Una parte dell’esposizione è infine dedicata al periodo della scoperta dell’allume con una chiave di lettura che mostra particolare attenzione piuttosto che agli aspetti tecnologici ai riflessi che l’effimera ricchezza derivata dall’impresa mineraria determinò sull’architettura laica ed ecclesiastica nell’area.

Il museo è inoltre promotore di numerose attività, organizzate in collaborazione con l’Associazione culturale Chirone, quali l’organizzazione di convegni, mostre e corsi. In particolare le attività del museo si sono concentrate sull’organizzazione di attività di archeologia sperimentale-imitativa, rivolta soprattutto al mondo della scuola, e a laboratori di restauro dei numerosi reperti conservati all’interno del museo svolti con una formula didattica e aperti a studenti di restauro.

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